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Ture Magro

Ture Magro

Un altro riconoscimento per SciaraProgetti

PADRONI DELLE NOSTRE VITE E' VINCITORE DEL " Apulia Fringe Festival 2015". I premi aggiudicati alla compagnia SciaraProgetti sono la partecipazione al prestigioso FESTIVAL CASTEL DEI MONDI 2015 e alla rassegna dell'Officina degli Esordi di Bari a cura del Teatro Kismet

 

Padroni delle nostre vite è tratto dalla storia di Pino Masciari e Marisa Masciari 
Con Ture Magro 
Fiorenzo Fiorito , Emanuele Fuoridalvaso Puglia, Cosimo Faccioquellochevoglio Coltraro , David Marchese , Alfio Zappalà , Gabriele Arena Antonio Ragusa, Marco Cerra

Fotografia Video: Giuseppe Consales
Produzione Video : Fabrizio Urso e Bruno Urso ( Studio Nois )
Organizzazione Emilia Mangano Sarah Patanè 
Scenografia RM Architettura Tania Astorga
Tecnica Stefano Brivio Nic Zambo Luca 'sternikof' Filomena
Ricerca attori : Tiziana Tiziana Francesca Vaccaro

Vincitore del Premio Inventaria 2013 Teatro dell'orologio Roma Dovecomequando Compagnia
Vincitore Premio del Pubblico Roma Fringe Festival 2013
Finalista bando Storie di lavoro

GRAZIE a tutte le belle persone incontrate !!!

Martedì, 05 Maggio 2015 14:25

MAGGIO 2015 ECCO COSA CI E VI ATTENDE

Pubblichiamo e condividiamo il calendario dei prossimi spettacoli e incontri di SciaraProgetti per maggio 2015.

SciaraProgetti non si ferma, continua il suo viaggio dal Nord al Sud dell'Italia fino a fine stagione!!!!

"Padroni delle nostre vite" e "Mi Costituisco" incontreranno il pubblico di :

 

Ozzano Emilia (BO) 7  Maggio

Catanzaro 9  Maggio 

 Lonato del Garda (MN) 11 Maggio  

Verona 14 Maggio  

Pontenure (PC) 16 Maggio  

Enna 18 Maggio 

Andria  19 Maggio 

Andria 20 Maggio 

Andria 21 Maggio

Andria 22 Maggio 

Andria 23 Maggio

Orzivecchi (BS) 26 Maggio 

Parma 27 Maggio  

SCIARAPROGETTI CON LO SPETTACOLO "PADRONI DELLE NOSTRE VITE"

TRA GLI 11 FINALISTI AL BANDO STORIE DI LAVORO 2015.

 

Il PREMIO BANDO STORIE DI LAVORO che si svolge all’interno del FESTIVAL STORIE DI LAVORO, giunge alla 2° edizione. Il premio, organizzato dall’Associazione Ventichiavi Teatro e rivolto gruppi, compagnie e singoli artisti operanti sul territorio nazionale ed europeo di teatro, danza, circo ed arti performative nasce per sostenere e promuovere i progetti e gli artisti che raccontano il lavoro inteso come chiave di accesso alla complessità della contemporaneità.

 

La sesta edizione del Festival Storie di Lavoro è promossa dall'Officina Culturale "Distretto/Creativo" promossa dall'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio. Il Festival Storie di Lavoro è un progetto dell’Associazione Percorsi con la direzione artistica di Ferdinando Vaselli che nasce nel 2007 dall’esigenza di dare risalto al mondo lavorativo nella sua complessità spaziando dall’agricoltura, all’artigianato, approfondendo tematiche relative all’industria e al lavoro autonomo, ispirandosi alla bellezza estetica dei luoghi di lavoro per giungere alla sensibilizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro.

 

Il lavoro contemporaneo nella sua totalità viene interpretato da attori, musicisti ed intellettuali di fama nazionale.

 

 

100 candidature provenienti da tutta Italia
11 spettacoli finalisti
1 solo spettacolo vincitore

 

 

INCROCIAMO LE DITA!!!!

Giovedì, 05 Febbraio 2015 11:13

Recensione al TEATRO SOCIALE DI VALENZA

Un grande teatro di narrazione.

Recensione di "Padroni delle nostre vite" di Ture Magro

al Sociale di Valenza

 

  Martedì, 27 Gennaio 2015 23:33

VALENZA - Una verità agghiacciante e un mondo permeato da una criminalità radicata in ogni strato della società.

Martedì 27 gennaio, al Teatro Sociale di Valenza,Ture Magro ha presentato “Padroni delle nostre vite, la storia vera di Pino Masciari”, testo suo e di Emilia Mangano, prodotto da SciaraProgetti, miglior spettacolo al Festival Inventaria  e  vincitore del premio del pubblico al Roma Fringe Festival 2013.

Pino Masciari, imprenditore calabrese ribellatosi alla ‘ndrangheta e testimone in processi importantissimi contro clan mafiosi, ha fatto della propria vita una denuncia contro poteri collusi che soffocano la libertà di lavorare e vivere dignitosamente.

Ture Magro racconta in modo diretto e in prima persona i fatti a partire dalle minacce e dalle richieste, da parte di mafiosi locali, sempre più pressanti, in un vortice che genera ansia e viscerale indignazione. Sul palco tre schermi sui quali sono proiettati personaggi virtuali che dialogano col protagonista: uomini della ‘ndrangheta, il commissario, il referente del servizio di protezione e il protagonista stesso nelle vesti di un alter ego sfiduciato e arreso all’inevitabile.

Il ritmo è rapido e la narrazione è sempre più concitata ed alternata a dialoghi serrati con le figure virtuali (da segnalare la tempistica perfetta negli scambi di battute con delle proiezioni video). Pino Masciari, la moglie e i due figli sono spostati in continuazione in luoghi sempre diversi, non vengono forniti di nuovi documenti e vivono come “fantasmi privi di identità”. Sugli schermi si susseguono immagini di pacchi, quelli dei continui traslochi, ma anche ciò che si diventa in una condizione di cattività ed alienazione. Molti gli spunti suggeriti da un’ingiustizia simile e di grande impatto drammatico la resa scenica.

L’interpretazione impressiona per nettezza e semplicità e la storia è raccontata in un crescendo ansiogeno che inchioda lo spettatore. Lo stile è quello del teatro di narrazione, in una declinazione tecnologica che si avvale di una scenografia multimediale e interattiva. L’effetto è sorprendente e consente di vivere la paura dettata dalle minacce,  dall’esilio e dai continui spostamenti, sottolineati da immagini di autostrade e di ambienti squallidi.

Nelle ultime proiezioni video la storia recente di Pino Masciari, per l’occasione in sala a Valenza: un ritorno alla vita con la denuncia nel 2006 dell’indegno programma di protezione testimoni e la nascita di un movimento spontaneo di sostenitori e amici. Lo spettacolo termina con uno spiraglio di speranza e la presenza di Pino Masciari, disponibile al colloquio con il pubblico, ha dato corpo a questa realtà.

Un esempio di grande teatro che immerge in una verità che si tende ad ignorare.

La stagione al Teatro Sociale di Valenza continua sabato 31 gennaio con “Il nostro amore schifo” dei Maniaci d’Amore, indagine semiseria, cinica e surreale sulla coppia.

Nicoletta Cavanna

FOTO DI WALTER ZOLLINO

Martedì, 21 Ottobre 2014 16:11

NUOVA RECENSIONE A PADRONI DELLE NOSTRE VITE

Condividiamo una belle recensione scritta in occasione del Festival Stazioni D'Emergenza della Galleria Toledo di Napoli con una foto dell'allestimento alla Galleria Toledo... Intanto siamo a lavoro alla nuova produzione...

 

Alessandra Vasaturo del 01 -10-2014

Ture Magro porta in scena la storia vera di Pino Masciari, l’imprenditore che negli anni Novanta fece tremare la Calabria denunciando politici corrotti e ‘ndranghetisti.

Dall’11 al 30 settembre alla Galleria Toledo di Napoli si è tenuta la quarta edizione della rassegna Stazioni di emergenza, volta a promuovere «formazioni teatrali d’ultima generazione, le cui opere possano offrire occasione d’osservazione, per nuovi segni e modalità operative nella messinscena». È in questo contesto che s’inserisce la pièce scritta e interpretata da Ture Magro, Padroni delle nostre vite, acclamato esempio di teatro d’impegno civile basato sulla storia vera di Pino Masciari.

Siamo nella metà degli anni Novanta, l’imprenditore calabrese Pino Masciari subisce ormai da troppo tempo richieste ed estorsioni. Non ci sta più e decide di denunciare tutti, ‘ndranghetisti e politici collusi, portando alla luce un sistema corrotto fino al midollo. Questa sua decisione non soltanto metterà a repentaglio la sua vita e quella dei suoi cari, ma segnerà un punto di svolta nella sua stessa esistenza. Privato (e con lui la famiglia) della propria identità e, sopra ogni cosa, della libertà, da quel momento la sua quotidianità diverrà un continuo scappare, uno spostarsi di città in città, un costante tentativo di tener salva la pelle. In questo modo verrà svelata anche l’incapacità dello Stato di tutelare chi ha scelto di dire no e di ribellarsi a un sistema malato eppur tanto radicato, sarà manifesta – accanto ai vuoti legislativi – la solitudine che presto circonda chi con coraggio ha preferito non abbassare la testa.

Questa storia, realmente accaduta, è al centro dello spettacolo di Magro che non solo è, insieme con Emilia Mangano, autore del testo, ma veste anche i panni dello stesso protagonista Masciari. Lo fa in maniera sublime, reggendo l’intera scena e ammaliando con la propria forza interpretativa lo spettatore, con movimenti minimali che attraversano la scarna scenografia. Pochi passi e pochi gesti che allontanano la sensazione di staticità, altrimenti avvertibile.

Magro racconta l’intera vicenda in prima persona, in modo lineare, pulito, chiaro, efficace e lo fa senza giri di parole, come se la raccontasse a un amico fidato, in un crescendo che va dalla pacata ricostruzione storica degli eventi alle domande gridate e senza risposta che sul finire scuotono la coscienza della platea. Una scelta vincente, giacché, ricordiamolo, questa storia ha intento di denuncia, di monito e deve dunque arrivare alla consapevolezza di tutti. Il pubblico partecipa alla vicenda, s’indigna, si arrabbia, empatizzando con l’attore/narratore. Funzionale a tutto ciò è anche l’organizzazione dello spazio scenico, riempito solo dalle luci e da tre grossi schermi che circondano l’attore e dai quali, di tanto in tanto, fanno capolino alcune figure virtuali che con lui interagiscono, quali il malavitoso, l’amico dispensatore di consigli non richiesti, il tirapiedi o un impiegato del dipartimento di protezione testimoni. Personaggi che appaiono e scompaiono, lasciando Magro comunque da solo, come solo era rimasto Masciari. E gli schermi, sul finale, proiettano anche alcuni degli ambienti che funzionano da sfondo alle vicende raccontate e contribuiscono a rendere una sorta di dinamicità che ben si sposa con il fare concitato delle ultime battute (forse più drammatici dell’intera vicenda). Una scelta che contrasta col palcoscenico buio e spoglio, in altri momenti – invece – efficacissimo.

Uno spettacolo di grosso impatto, appassionante. Eccellente esempio di teatro d’impegno civile che, come ha scritto anche la Wertmuller «deve andare ovunque».

 

http://teatro.persinsala.it/padroni-delle-nostre-vite/11866

 

 

Sabato, 06 Settembre 2014 10:14

ECCOCI DI NUOVO A LAVORO

Dopo la pausa estiva SCIARAPROGETTI torna a lavoro.

Il 29 e 30 settembre andrà In scena "Padroni delle nostre vite" a Napoli alla Galleria Toledo Festival Stazioni D'Emergenza 2014-2015.

Questo è solo l'inizio di una nuova tournèe che, date le tante richieste, anche quest'anno toccherà teatri e scuole in Italia... e oltralpe.

Ma non solo!

Da novembre andrà in tournèe anche lo spettacolo "Mi costituisco" e, novità di questa stagione, a marzo è previsto il debutto di un NUOVO LAVORO !!!!

Vi terremo aggiornati su tutte le nostre attività, intanto BUON INIZIO STAGIONE 2014-2015!

E dopo la bella Torino, il viaggio di SciaraProgetti dal Piemonte si sposta in Sicilia con lo spettacolo "Mi Costituisco" che incontrerà gli studenti delle città di Riposto (CT) e Giarre (CT) il 13 e 14 maggio, Bronte (CT) il 19 e 20 maggio, Enna il 22 maggio e Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 23 maggio.

DOPO 1.500 KM "MI COSTITUISCO"
Per parlare della Grande Bellezza che gli Italiani hanno creato.
Per parlare della Costituzione.

"La Costituzione è ciò che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi."
Gustavo Zagrebelsky

Ci vediamo lungo la strada! 

SciaraProgetti al Torino Fringe Festival 2014 con lo spettacolo "Padroni delle nostre vite" tratto dalla storia di Pino e Marisa Masciari.

Riportiamo alcuni commenti del pubblico:

 

"CORAGGIOSO, PUNGENTE, PROFONDO. CI REGALA ANCORA UNA POSSIBILITA' PER AFFRONTARE LA VITA A TESTA ALTA."

 

"Ben fatto. Un esempio che spinge ad uscire dal proprio orticello sicuro. Muove la coscienza. Spinge a fare anche noi qualcosa. Grazie."

 

"Penso che lo spettacolo ha raggiunto il suo scopo di trasmettere la necessità di coscienza per diventare attivi. Auguri."

 

"E' bello poter credere nella forza dell'onestà e della comunità civile. Grazie per la forza di questo messaggio."

 

"Spettacolo eccezionale che racconta in modo toccante i due mali principali di questo Paese: la mafia e la macchina statale."

 

"Una storia di una famiglia da far conoscere. Uno spettacolo da NON PERDERE."

 

"Uno spettacolo di libertà di conoscenza di buona politica di grande efficacia comunicativa"

 

"Bellissimo ed emozionante "Padroni delle nostre vite", ed apprezzata la bravura e la presenza scenica di Ture.Questo vostro lavoro, soprattutto nelle scuole, è davvero importante.Nel mio piccolo farò tutto quanto mi è possibile per far venire a conoscenza di questo progetto il maggior numero di persone...grazie"

 

GRAZIE AL PUBBLICO DI TORINO!!! CI TROVIAMO PRESTO!!!

 

 

 

images


 

 

Padroni delle nostre vite" per la prima volta a Catanzaro e Soverato, dal 3 al 5 aprile per un totale di 4 repliche rivolte agli studenti delle scuole superiori di Catanzaro e Sovarato e al pubblico adulto per la serata di sabato 5 aprile all'interno del progetto:

 “Testimoniare la giustizia, costruire la pace”

Il progetto “Testimoniare la giustizia, costruire la pace” nasce nell’autunno del 2013 dalla volontà congiunta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace attraverso il Servizio di Pastorale Giovanile e la Commissione Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato e dell’AGESCI - Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani – Zona Tre Colli di Catanzaro, al fine di realizzare percorsi di sensibilizzazione e di formazione intorno alla figura e all’impegno dei testimoni di giustizia, soprattutto nell’ambito dei circuiti scolastici.

I soggetti promotori, impegnati ciascuno per il proprio ambito nella formazione dei giovani, hanno inteso in tal modo offrire un contributo mirato all’educazione alla cittadinanza e alla legalità dei giovani calabresi, per una loro crescita come protagonisti della comunità civile e religiosa.

Obiettivo del progetto è infatti la realizzazione di percorsi di conoscenza circa la figura del testimone di giustizia, vista come esempio di cittadinanza responsabile per la crescita della società, in particolar modo di quella calabrese.

 Nel dicembre 2013 il progetto ha visto la firma di un protocollo d’intesa tra i soggetti promotori, collocandosi come progetto “pilota” in vista di un auspicabile allargamento della proposta in esso contenuta alle altre scuole secondarie superiori della regione Calabria.

Riportiamo una recente recensione di Maresa Retica e Massino Stinco che hanno assistito allo spettacolo "Padroni delle nostre vite" a Roma Teatro Arvalia 18 marzo 2014

http://www.ilgrido.org/teatro/schede/padroni_delle_nostre_vite.htm

 

«Un esempio altissimo di teatro civile, un testo che andrebbe letto, studiato e visto in scena da tutti» [teatro.org]

Padroni delle nostre vite”, tratto dalla storia vera di Pino e Marisa Masciari, condensa in azione scenica quasi 15 anni di vita dei coniugi calabresi che, armati solo di coscienza e coraggio, hanno intrapreso e portato avanti una strenua battaglia contro la più spietata e pervasiva delle mafie, la ‘ndrangheta calabrese.

Ture Magro, attore e regista, dialoga con forza e partecipazione con il pubblico e gli attori virtuali presenti su tre schermi, protestando, urlando, rappresentando anche fisicamente la propria battaglia, dapprima contro i mafiosi, poi anche con le spersonalizzanti e cieche strutture statali; queste ultime muovono lui e la famiglia come una semplice pratica burocratica, di fatto negando i più elementari diritti (come quello all’identità). Fino ad abbandonarli di fatto nel momento più critico. Tutti i personaggi secondari (mafiosi, giudici, carabinieri), con abile scelta registica, compaiono esclusivamente in proiezione filmica, privi di consistenza, quasi a sottolineare l’unica realtà materiale (e spirituale) del protagonista schiacciato dagli ingranaggi della criminalità e della politica.

La forza del dramma umano raggiunge con rara efficacia la platea, coinvolgendola emotivamente e interrogandone la coscienza, senza scomodare facili retoriche o esporre tesi politiche. La bravura del protagonista fa invece vivere la vita di un uomo che vuole semplicemente ciò che gli spetta, tanto basta a caratterizzare un dramma di impegno civile. Quanto mai lodevole l’apporto del teatro diretto da Emanuele Faina per rendere accessibile un testo toccante e impegnato, premiato recentemente come “Miglior Spettacolo” al Festival Inventaria 2013 - Teatro Dell’Orologio Roma e vincitore anche del Premio del Pubblico al Roma Fringe Festival 2013, che trascende la dimensione del teatro per diventare vera educazione civica. [maresa retica, massimo stinco]

 

IL VIAGGIO CONTINUA...

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